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lunedì 8 dicembre 2014

JUAN PRESENTA A JESÚS Juan 1,29-31


6 commenti:

  1. GESU' DI NAZARET – BENEDETTO XVI
    L'espressione “Agnello di Dio” interpreta il carattere – se così possiamo dire – di teologia della croce del battesimo di Gesù , della sua discesa nella profondità della morte. Tutti e quattro i Vangeli riferiscono , anche se in maniera diversa, che nel momento in cui Gesù salì dall'acqua “ il cielo si squarciò” ( Mc ) “ si aprirono i cieli “ ( Mt e Lc) lo Spirito discese su di Lui “ come una colomba” mentre dal cielo risuonava una voce : essa, secondo Marco e Luca, si rivolge a Gesù “ Tu sei ...” ; secondo Matteo , invece, dice di Lui : “Questi è il Figlio mio prediletto , nel quale mi sono compiaciuto “ ( Mt 3,18) .
    L'immagine della colomba può ricordare l'aleggiare dello Spirito sulle acque , del quale parla il racconto della creazione (Genesi 1, 2) ; attraverso la piccola parola “come” ( come una colomba) essa funge da “ immagine di ciò che in sostanza non è descrivibile . Quanto alla “voce “ la incontreremo di nuovo in occasione della trasfigurazione di Gesù, dove è però aggiunto l'imperativo : “ Ascoltatelo!”......Vi è l'immagine del cielo squarciato : sopra Gesù il cielo è aperto. La sua comunione di volontà con il Padre , “ l'intera giustizia “ che adempie, apre il cielo, che per natura è il luogo in cui si adempie perfettamente la volontà di Dio. A ciò si aggiunge poi la proclamazione da parte di Dio , il Padre, della missione di Cristo, che però non annuncia un fare, ma il suo essere: Egli è il Figlio prediletto , su cui sta il beneplacito di Dio. Infine vorrei far notare che qui , insieme con il Figlio, incontriamo anche il Padre e lo Spirito Santo : si preannuncia il mistero di Dio Trinità, che naturalmente può svelare se stesso nella sua profondità solo nel corso dell'intero cammino di Gesù. In questo senso , tuttavia, si delinea un arco che unisce quest'inizio del cammino di Gesù alle parole con le quali il Risorto invierà i suoi discepoli nel “mondo” :
    “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole
    nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo “ (Mt 28,19).
    Il Battesimo che i discepoli di Gesù amministrano da quel momento in poi è l'ingresso nel Battesimo di Gesù, l'ingresso nella realtà che Egli con esso ha anticipato. Così si diventa cristiani.

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    1. Antifona
      Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
      il Signore nostro Dio è luce per noi. ( Sal 117,26-27)
      O Dio, tu hai voluto che l’umanità del Salvatore,
      nella sua mirabile nascita dalla Vergine Maria,
      non fosse sottoposta alla comune eredità dei nostri padri:
      fa’ che, liberati dal contagio dell’antico male,
      possiamo anche noi
      far parte della nuova creazione,
      iniziata da Cristo tuo Figlio.
      Egli è Dio, e vive e regna con te.

      Prima Lettura
      Chi rimane in Dio non pecca.
      Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
      1Gv 2,29-3,6

      Figlioli, se sapete che Dio è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è stato generato da lui.
      Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
      Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
      Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. Chiunque commette il peccato, commette anche l'iniquità, perché il peccato è l'iniquità. Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l'ha visto né l'ha conosciuto.

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 97 (98)
      R. Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore.
      R. Esultiamo nel Signore, nostra salvezza.

      Cantate al Signore un canto nuovo,
      perché ha compiuto meraviglie.
      Gli ha dato vittoria la sua destra
      e il suo braccio santo. R.

      Tutti i confini della terra hanno veduto
      la vittoria del nostro Dio.
      Acclami il Signore tutta la terra,
      gridate, esultate, cantate inni! R.

      Cantate inni al Signore con la cetra,
      con la cetra e al suono di strumenti a corde;
      con le trombe e al suono del corno
      acclamate davanti al re, il Signore. R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Il Verbo si fece carne
      e venne ad abitare in mezzo a noi.
      A quanti lo hanno accolto
      ha dato il potere di diventare figli di Dio. (Gv 1,14a.12a)

      Alleluia.

      Vangelo
      Ecco l'agnello di Dio.
      Dal Vangelo secondo Giovanni
      Gv 1,29-34

      In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

      Parola del Signore.

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    2. PAROLE DEI PAPI
      Giovanni, compiuta la sua missione, sa farsi da parte, si ritira dalla scena per fare posto a Gesù. Ha visto lo Spirito scendere su di Lui (cfr vv. 33-34), lo ha indicato come l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e ora si mette, a sua volta, in umile ascolto. Da profeta diventa discepolo. Ha predicato al popolo, ha raccolto dei discepoli e li ha formati per molto tempo. Eppure non lega nessuno a sé. E questo è difficile ma è il segno del vero educatore: non legare le persone a sé. E Giovanni fa così: mette i suoi discepoli sulle orme di Gesù. Non è interessato ad avere un seguito per sé, a ottenere prestigio e successo, ma dà testimonianza e poi fa un passo indietro, perché molti abbiano la gioia di incontrare Gesù. Possiamo dire: apre la porta e se ne va. Con questo suo spirito di servizio, con la sua capacità di fare posto a Gesù, Giovanni il Battista ci insegna una cosa importante: la libertà dagli attaccamenti. Sì, perché è facile attaccarsi a ruoli, a posizioni, al bisogno di essere stimati, riconosciuti e premiati. E questo, pur essendo naturale, non è una cosa buona, perché il servizio comporta la gratuità, il prendersi cura degli altri senza vantaggi per sé, senza secondi fini, senza aspettare il contraccambio. Farà bene anche a noi coltivare, come Giovanni, la virtù di farci da parte al momento opportuno, testimoniando che il punto di riferimento della vita è Gesù.
      (Papa Francesco - Angelus, 15 gennaio 2023)

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  2. FAUSTI - “Vede Gesù che viene verso di lui” il giorno dopo la sua testimonianza, Giovanni “vede” Colui che già prima aveva contemplato, ma senza riconoscerlo. Anche il lettore ha già udito nel prologo che Gesù è l'unigenito Figlio di Dio ; ma ci vuole tempo per riconoscerlo.
    Vedere Gesù che “viene” è vedere l'invisibile, la Parola diventata Carne che mostra la Gloria. Giovanni l'attende, ma è lei che viene per farsi vedere. L'iniziativa dell'incontro è Sua.
    Il Figlio, come è rivolto verso il Padre, così necessariamente si rivolge verso di noi, suoi fratelli.
    La “voce di uno che grida nel deserto” suona consolazione, perché promette il perdono e reca la buona notizia : “Ecco il nostro Dio!” (Is 40,1-9).
    Il perdono però non è solo per Israele, ma per “il mondo”, perché ogni carne veda la Sua Gloria
    (Is 40,5). Si parla di peccato, non di peccati. Si tratta della peccaminosità, che è la non conoscenza di Dio, radice di ogni singola trasgressione. Chi toglie il peccato non può che essere Dio in persona.
    Gesù è chiamato “l'agnello”. La parola allude al Servo di JHWH , muto come un agnello condotto al macello (Is 53,7) , tanto più che la parola aramaica “taleya” può significare sia fanciullo/servo che agnello. In queste parole di Giovanni risuona la stessa teologia degli altri Vangeli, secondo i quali Gesù nel battesimo è proclamato dal Padre come il Figlio/Servo che, con il Suo sacrificio, salverà il mondo.
    “Io non lo conoscevo” Nuovamente sottolineata la sua non conoscenza di Gesù . Lo attende ma non lo conosce. Ma può conoscerlo perché Lo attende. Si conosce solo ciò che si ama!
    Ora finalmente Lo “vede” e capisce il senso di ciò che ha fatto e sta facendo . Il suo battesimo serve a manifestarlo. Chiunque non accetta il suo battesimo, non può conoscere chi è Gesù.
    Il battesimo nell'acqua – riconoscimento del limite creaturale e del proprio peccato , ma anche desiderio di rinascita a vita nuova – è il luogo di verità di ogni uomo, posto come sentinella tra il finito e l'infinito.
    Su questa soglia ogni carne incontra la “Parola” diventata Carne.

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  3. Giovanni, Voce che grida nel deserto”Preparate la via del Signore” (Is 40,..) di cui dicono:”Tutto quello che ci ha detto di Gesù è vero!” (Gv 10,41) è il Precursore che raccoglie l'eredità profetica dell'Antico Testamento e introduce nel Tempo di Cristo.
    Lo riconobbe esultando di gioia nel seno di sua madre Elisabetta, quando giunse Maria , Tabernacolo di Gesù Bambino, e andò nel deserto a battezzare con acqua, per annunciare che Colui al quale non era degno di legare i sandali avrebbe Battezzato in Spirito Santo e Fuoco!
    Annuncia Cristo, che Lo riconosce come “Il più grande tra i nati di donna”
    Al termine della sua testimonianza egli afferma .”Questa mia gioia è compiuta!.
    Egli deve crescere e io diminuire!”(Gv 3,29-30).
    Servo della Verità, è pronto alla testimonianza estrema del martirio.
    Anticipa in questo Gesù Crocifisso che esclama sulla Croce : “Tutto è compiuto!”
    E chinato il Capo, Spirò!(Gv 19,30).

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