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lunedì 23 novembre 2015

"EL QUE ES FIEL A MI PALABRA NO MORIRÁ JAMÁS" Ju 8,48-51




6 commenti:

  1. S. Fausti - L'uomo ha bisogno di essere accettato . vive o muore a seconda che sia accettato o meno dall'altro. Fino a quando non conosce un amore incondizionato, cerca necessariamente di guadagnarsene almeno delle briciole. Esse sono però insufficienti alla sua fame . Ciò che è parziale e guadagnato non è amore, perchè l'amore non può essere che totale e gratuito . Solo chi si sa amato senza condizioni, è libero di amare se stesso e gli altri. Per questo il principio della nostra libertà è la Verità di Gesù, il Figlio amato, che ci rivela la nostra identità di figli amati dal Padre.
    Il Padre cerca la gloria del Figlio, che è la sua stessa.
    e alla fine lo glorificherà, giustificando le sue parole.
    Chi ascolta lui, ha vinto il peccato e la morte : anche se muore, vivrà.

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    1. VERITATIS SPLENDOR S. G. Paolo II
      19 - È Gesù stesso che prende l'iniziativa e chiama a seguirlo. L'appello è rivolto innanzi tutto a coloro ai quali egli affida una particolare missione, a cominciare dai Dodici; ma appare anche chiaro che essere discepoli di Cristo è la condizione di ogni credente ( At 6,1). Per questo, seguire Cristo è il fondamento essenziale e originale della morale cristiana: come il popolo d'Israele seguiva Dio che lo conduceva nel deserto verso la Terra promessa ( Es 13,21), così il discepolo deve seguire Gesù, verso il quale il Padre stesso lo attira ( Gv 6,44).
      Non si tratta qui soltanto di mettersi in ascolto di un insegnamento e di accogliere nell'obbedienza un comandamento. Si tratta, più radicalmente, di aderire alla persona stessa di Gesù, di condividere la sua vita e il suo destino, di partecipare alla sua obbedienza libera e amorosa alla volontà del Padre. Seguendo, mediante la risposta della fede, colui che è la Sapienza incarnata, il discepolo di Gesù diventa veramente discepolo di Dio (Gv 6,45). Gesù, infatti, è la luce del mondo, la luce della vita (Gv 8,12); è il pastore che guida e nutre le pecore (Gv 10,11-16), è la via, la verità e la vita (cf Gv 14,6), è colui che conduce al Padre, al punto che vedere lui, il Figlio, è vedere il Padre (cf Gv 14,6-10). Pertanto imitare il Figlio, «l'immagine del Dio invisibile» (Col 1,15), significa imitare il Padre.

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  2. Antifona
    Cristo è mediatore di una nuova alleanza,
    perché, nella sua morte,
    coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna. (Cf. Eb 9,15)

    Colletta
    Ascolta, o Padre, coloro che ti supplicano
    e custodisci con amore
    quanti ripongono ogni speranza nella tua misericordia,
    perché, purificati dalla corruzione del peccato,
    permangano in una vita santa
    e siano fatti eredi della tua promessa.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Diventerai padre di una moltitudine di nazioni.
    Dal libro della Gènesi
    Gn 17,3-9

    In quei giorni Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:
    «Quanto a me, ecco la mia alleanza è con te:
    diventerai padre di una moltitudine di nazioni.
    Non ti chiamerai più Abram,
    ma ti chiamerai Abramo,
    perché padre di una moltitudine di nazioni ti renderò.
    E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te usciranno dei re. Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. La terra dove sei forestiero, tutta la terra di Canaan, la darò in possesso per sempre a te e alla tua discendenza dopo di te; sarò il loro Dio».
    Disse Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione».

    Parola di Dio.


    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 104 (105)

    R. Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza.

    Cercate il Signore e la sua potenza,
    ricercate sempre il suo volto.
    Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
    i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca. R.

    Voi, stirpe di Abramo, suo servo,
    figli di Giacobbe, suo eletto.
    È lui il Signore, nostro Dio:
    su tutta la terra i suoi giudizi. R.

    Si è sempre ricordato della sua alleanza,
    parola data per mille generazioni,
    dell'alleanza stabilita con Abramo
    e del suo giuramento a Isacco. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Lode e onore a te, Signore Gesù!

    Oggi non indurite il vostro cuore,
    ma ascoltate la voce del Signore. (Cf. Sal 94 (95),8ab)

    Lode e onore a te, Signore Gesù!

    Vangelo
    Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno.
    Dal Vangelo secondo Giovanni
    Gv 8,51-59

    In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno''. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».
    Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ''È nostro Dio!'', e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
    Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
    Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

    Parola del Signore.

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    1. PAROLE DEI PAPI
      ll Vangelo (…) propone alla nostra meditazione l’ultima parte del capitolo VIII del Vangelo di Giovanni, che contiene – come abbiamo sentito - una lunga disputa sull’identità di Gesù. Poco prima Egli si è presentato come “la luce del mondo” (v. 12), usando per ben tre volte (vv. 24.28.58) l’espressione “Io Sono”, che in senso forte richiama il nome di Dio rivelato a Mosè (cfr Es 3,14). Ed aggiunge: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte” (v.51), dichiarando così di essere stato mandato da Dio, che è suo Padre, a portare agli uomini la libertà radicale dal peccato e dalla morte, indispensabile per entrare nella vita eterna. Le sue parole però feriscono l’orgoglio degli interlocutori, ed anche il riferimento al grande patriarca Abramo diventa motivo di conflitto. “In verità, in verità io vi dico: – afferma il Signore - prima che Abramo fosse, Io Sono” (8,58). Senza mezzi termini, dichiara la sua pre-esistenza e, dunque, la sua superiorità rispetto ad Abramo, suscitando – comprensibilmente – la reazione scandalizzata dei Giudei. Ma non può tacere Gesù la propria identità; sa che, alla fine, sarà il Padre stesso a rendergli ragione, glorificandolo con la morte e la risurrezione, perché proprio quando sarà innalzato sulla croce si rivelerà come l’unigenito Figlio di Dio (cfr Gv 8,28; Mc 15,39). (Benedetto XVI - Omelia nel IV anniversario della morte di San Giovanni Paolo II, 2 aprile 2009)

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    2. https://salmiognigiorno.blogspot.com/2025/04/salmo-104-a.html
      https://salmiognigiorno.blogspot.com/2025/05/psalm-104-b-c-d-e-hymn-to-creator.html

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  3. VEDI COMMENTI SEGUENTI :

    Novembre
    "ES MI PADRE EL QUE ME GLORIFICA" Ju 8, 52 - 54

    "LO VIO Y SE LLENÓ ALEGRÍA " JU 8, 55-57

    "YO SOY" Ju 8, 58 - 59

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