CANTO DEL DIO NASCOSTO - S. KAROL WOJTYLA Penso a quel giorno di visione che sarà pieno di stupore per la tua semplicità che tiene in pugno il mondo e in cui esso dura, intatto fin qui - e oltre. E allora il semplice imperativo diviene crescente nostalgia di quel giorno che ogni cosa avvolgerà nella sua semplicità sconfinata e in un soffio amoroso.
S. FAUSTI – Quanto Gesù ha detto sul rapporto con il Padre è un panorama splendido, che mozza il fiato. E' il giardino dell'infanzia, il sogno perduto che il Figlio, rivelandolo, risveglia e ridona : è la vera terra promessa, che con stupore Mosè vide dal monte Nebo, nella quale il Figlio ci introduce. La meraviglia che l'amore, l'opera e il giudizio del Figlio suscitano in noi, più che incuriosire la mente, sorprende e sazia il cuore. “ Viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri” Si parla dell'ora ultima della storia, quando chi è morto e sepolto, come Lazzaro, udrà la Sua voce e risorgerà con il corpo ; si tratta del giudizio futuro , per chi è già nel sepolcro, dove alla fine andremo tutti. Il Figlio, come è giudice del presente, lo è anche del passato e del futuro. Ogni uomo udrà la Sua voce, che aprirà i sepolcri, dove il passato dà appuntamento al futuro. Allora tutti conosceranno chi è il Signore (Ez 37,13). Allora sarà vinta anche la morte corporea , e il sepolcro, bocca sempre aperta che inghiotte nel passato ogni futuro, restituirà la sua preda. Il Figlio è il centro della storia, giudice dell'umanità. La Parola che creò al principio alla fine ricreerà tutto : come chiamò ogni esistente dal nulla , così lo richiametà dalla morte. “Coloro che fecero il bene per una resurrezione di vita,...” Sono le Parole di Dn 12,2. Ogni uomo risorgerà e sarà giudicato in base a ciò che della sua vita terrena. Il nostro futuro è quindi lasciato alla nostra responsabilità èresente. Fare il bene è agire da figli e da fratelli . Questa è la vita eterna, che sboccerà nella sua pienezza oltre la morte. Fare il male è non amare, questa è già morte, anche se si è ancora in vita. Nella risurrezione tutto ciò che non è amore filiale e fraterno si rivelerà chiaramente e per tutti nella sua nullità.Il giudizio, che alla fine ci sarà, sarà pur sempre quello dell'Amore che è Dio. Anche coloro che non han conosciuto Gesù udranno la Sua voce . Per essi la salvezza dipenderà dall'aver seguito la voce della Parola che viene nel mondo a illuminare ogni uomo (1,6). Ognuno infatti è chiamato dalla sua coscienza a vivere da figlio e da fratello, secondo le sue possibilità concrete.
Vangelo Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 5,17-30
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l'ora - ed è questa - in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
DA : DIVES IN MISERICORDIA II)CHI VEDE ME, VEDE IL PADRE (cfr Gv 14,9)
1. Rivelazione della misericordia
«Dio ricco di misericordia» (Ef2,4) è colui che Gesù Cristo ci ha rivelato come Padre: proprio il suo Figlio, in se stesso, ce l'ha manifestato e fatto conoscere. (Gv1,18) (Eb1,1) Memorabile al riguardo è il momento in cui Filippo, uno dei dodici apostoli, rivolgendosi a Cristo, disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta»; e Gesù così gli rispose: «Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai conosciuto...? Chi ha visto me, ha visto il Padre». (Gv14,8) Queste parole furono pronunciate durante il discorso di addio, al termine della cena pasquale, a cui seguirono gli eventi di quei santi giorni durante i quali doveva una volta per sempre trovar conferma il fatto che «Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo». (Ef2,4)
Seguendo la dottrina del Concilio Vaticano II e aderendo alle particolari necessità dei tempi in cui viviamo, ho dedicato l'enciclica Redemptor hominis alla verità intorno all'uomo, che nella sua pienezza e profondità ci viene rivelata in Cristo. Un'esigenza di non minore importanza, in questi tempi critici e non facili, mi spinge a scoprire nello stesso Cristo ancora una volta il volto del Padre, che è «misericordioso e Dio di ogni consolazione». Si legge infatti nella costituzione Gaudium et spes: «Cristo, che è il nuovo Adamo... svela... pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione»: egli lo fa «proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore». Le parole citate attestano chiaramente che la manifestazione dell'uomo, nella piena dignità della sua natura, non può aver luogo senza il riferimento--non soltanto concettuale, ma integralmente esistenziale a Dio. L'uomo e la sua vocazione suprema si svelano in Cristo mediante la rivelazione del mistero del Padre e del suo amore.
È per questo che conviene ora volgerci a quel mistero: lo suggeriscono molteplici esperienze della Chiesa e dell'uomo contemporaneo; lo esigono anche le invocazioni di tanti cuori umani, le loro sofferenze e speranze, le loro angosce ed attese. Se è vero che ogni uomo, in un certo senso, è la via della Chiesa, come ho affermato nell'enciclica Redemptor hominis, al tempo stesso il Vangelo e tutta la tradizione ci indicano costantemente che dobbiamo percorrere questa via con ogni uomo cosi come Cristo l'ha tracciata, rivelando in se stesso il Padre e il suo amore. In Gesù Cristo ogni cammino verso l'uomo, quale è stato una volta per sempre assegnato alla Chiesa nel mutevole contesto dei tempi, è simultaneamente un andare incontro al Padre e al suo amore. Il Concilio Vaticano II ha confermato questa verità a misura dei nostri tempi.
"Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!”S.G.Paolo II
Cristo è la pienezza della vita, e quando ha affrontato la morte l’ha annientata per sempre. La Pasqua di Cristo è la vittoria definitiva sulla morte, perché Lui ha trasformato la sua morte in supremo atto d’amore. Morì per amore! E nell’Eucaristia, Egli vuole comunicarci questo suo amore pasquale, vittorioso. Se lo riceviamo con fede, anche noi possiamo amare veramente Dio e il prossimo, possiamo amare come Lui ha amato noi, dando la vita. Solo se sperimentiamo questo potere di Cristo, il potere del suo amore, siamo veramente liberi di donarci senza paura. Francesco (Udienza generale, 22 novembre 2017
CANTO DEL DIO NASCOSTO - S. KAROL WOJTYLA
RispondiEliminaPenso a quel giorno di visione
che sarà pieno di stupore
per la tua semplicità
che tiene in pugno il mondo
e in cui esso dura, intatto
fin qui
- e oltre.
E allora il semplice imperativo diviene crescente nostalgia
di quel giorno
che ogni cosa avvolgerà nella sua semplicità sconfinata
e in un soffio amoroso.
S. FAUSTI – Quanto Gesù ha detto sul rapporto con il Padre è un panorama splendido, che mozza il fiato. E' il giardino dell'infanzia, il sogno perduto che il Figlio, rivelandolo, risveglia e ridona : è la vera terra promessa, che con stupore Mosè vide dal monte Nebo, nella quale il Figlio ci introduce.
RispondiEliminaLa meraviglia che l'amore, l'opera e il giudizio del Figlio suscitano in noi, più che incuriosire la mente, sorprende e sazia il cuore.
“ Viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri” Si parla dell'ora ultima della storia, quando chi è morto e sepolto, come Lazzaro, udrà la Sua voce e risorgerà con il corpo ; si tratta del giudizio futuro , per chi è già nel sepolcro, dove alla fine andremo tutti.
Il Figlio, come è giudice del presente, lo è anche del passato e del futuro.
Ogni uomo udrà la Sua voce, che aprirà i sepolcri, dove il passato dà appuntamento al futuro.
Allora tutti conosceranno chi è il Signore (Ez 37,13).
Allora sarà vinta anche la morte corporea , e il sepolcro, bocca sempre aperta che inghiotte nel passato ogni futuro, restituirà la sua preda.
Il Figlio è il centro della storia, giudice dell'umanità.
La Parola che creò al principio alla fine ricreerà tutto : come chiamò ogni esistente dal nulla , così lo richiametà dalla morte.
“Coloro che fecero il bene per una resurrezione di vita,...” Sono le Parole di Dn 12,2. Ogni uomo risorgerà e sarà giudicato in base a ciò che della sua vita terrena. Il nostro futuro è quindi lasciato alla nostra responsabilità èresente.
Fare il bene è agire da figli e da fratelli . Questa è la vita eterna, che sboccerà nella sua pienezza oltre la morte.
Fare il male è non amare, questa è già morte, anche se si è ancora in vita.
Nella risurrezione tutto ciò che non è amore filiale e fraterno si rivelerà chiaramente e per tutti nella sua nullità.Il giudizio, che alla fine ci sarà, sarà pur sempre quello dell'Amore che è Dio.
Anche coloro che non han conosciuto Gesù udranno la Sua voce . Per essi la salvezza dipenderà dall'aver seguito la voce della Parola che viene nel mondo a illuminare ogni uomo (1,6).
Ognuno infatti è chiamato dalla sua coscienza a vivere da figlio e da fratello, secondo le sue possibilità concrete.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
EliminaVangelo
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 5,17-30
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l'ora - ed è questa - in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
Parola del Signore.
Parole dei Papi
RispondiEliminaDA : DIVES IN MISERICORDIA
II)CHI VEDE ME, VEDE IL PADRE
(cfr Gv 14,9)
1. Rivelazione della misericordia
«Dio ricco di misericordia» (Ef2,4) è colui che Gesù Cristo ci ha rivelato come Padre: proprio il suo Figlio, in se stesso, ce l'ha manifestato e fatto conoscere. (Gv1,18) (Eb1,1) Memorabile al riguardo è il momento in cui Filippo, uno dei dodici apostoli, rivolgendosi a Cristo, disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta»; e Gesù così gli rispose: «Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai conosciuto...? Chi ha visto me, ha visto il Padre». (Gv14,8) Queste parole furono pronunciate durante il discorso di addio, al termine della cena pasquale, a cui seguirono gli eventi di quei santi giorni durante i quali doveva una volta per sempre trovar conferma il fatto che «Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo». (Ef2,4)
Seguendo la dottrina del Concilio Vaticano II e aderendo alle particolari necessità dei tempi in cui viviamo, ho dedicato l'enciclica Redemptor hominis alla verità intorno all'uomo, che nella sua pienezza e profondità ci viene rivelata in Cristo. Un'esigenza di non minore importanza, in questi tempi critici e non facili, mi spinge a scoprire nello stesso Cristo ancora una volta il volto del Padre, che è «misericordioso e Dio di ogni consolazione». Si legge infatti nella costituzione Gaudium et spes: «Cristo, che è il nuovo Adamo... svela... pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione»: egli lo fa «proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore». Le parole citate attestano chiaramente che la manifestazione dell'uomo, nella piena dignità della sua natura, non può aver luogo senza il riferimento--non soltanto concettuale, ma integralmente esistenziale a Dio. L'uomo e la sua vocazione suprema si svelano in Cristo mediante la rivelazione del mistero del Padre e del suo amore.
È per questo che conviene ora volgerci a quel mistero: lo suggeriscono molteplici esperienze della Chiesa e dell'uomo contemporaneo; lo esigono anche le invocazioni di tanti cuori umani, le loro sofferenze e speranze, le loro angosce ed attese. Se è vero che ogni uomo, in un certo senso, è la via della Chiesa, come ho affermato nell'enciclica Redemptor hominis, al tempo stesso il Vangelo e tutta la tradizione ci indicano costantemente che dobbiamo percorrere questa via con ogni uomo cosi come Cristo l'ha tracciata, rivelando in se stesso il Padre e il suo amore. In Gesù Cristo ogni cammino verso l'uomo, quale è stato una volta per sempre assegnato alla Chiesa nel mutevole contesto dei tempi, è simultaneamente un andare incontro al Padre e al suo amore. Il Concilio Vaticano II ha confermato questa verità a misura dei nostri tempi.
"Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!”S.G.Paolo II
Cristo è la pienezza della vita, e quando ha affrontato la morte l’ha annientata per sempre. La Pasqua di Cristo è la vittoria definitiva sulla morte, perché Lui ha trasformato la sua morte in supremo atto d’amore. Morì per amore! E nell’Eucaristia, Egli vuole comunicarci questo suo amore pasquale, vittorioso. Se lo riceviamo con fede, anche noi possiamo amare veramente Dio e il prossimo, possiamo amare come Lui ha amato noi, dando la vita. Solo se sperimentiamo questo potere di Cristo, il potere del suo amore, siamo veramente liberi di donarci senza paura. Francesco (Udienza generale, 22 novembre 2017
Elimina