S. FAUSTI - i suoi interlocutori conoscono le Scritture. ma quando Dio realizza ciò che ha detto, non sono in grado di capirlo. La sua promessa è più grande di ogni fama: infatti il dono promesso è lui stesso che promette. o ci si apre ad accogliere lui, sorgente della vita, o lo si rifiuta, restando nella morte. Dopo aver parlato di Mosè e della legge, Gesù parla della circoncisione, ben più antica di Mosè, che risale ad Abramo. Se di sabato si circoncide senza con ciò trasgredire il precetto, a maggior ragione non lo trasgredisce chi salva interamente un uomo. I suoi avversari sono incoerenti nel loro sdegno contro di lui. Ciò che ha compiuto alla piscina (5,1...) non è la trasgressione della legge e del sabato, bensì il loro compimento : è la vera circoncisione che fa entrare l'uomo nella promessa di Dio.
S. KAROL WOJTYLA - VEGLIA PASQUALE - Uomo nel quale ogni uomo può ritrovare l'intento profondo e la radice delle sue azioni . specchio di vita e morte, fisso nell'umana corrente
LETTURA DEL GIORNO Dal libro della Sapienza Sap 2,1a.12–22
Dicono [gli empi] fra loro sragionando: «Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d'incomodo e si oppone alle nostre azioni; ci rimprovera le colpe contro la legge e ci rinfaccia le trasgressioni contro l'educazione ricevuta. Proclama di possedere la conoscenza di Dio e chiama se stesso figlio del Signore. È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri; ci è insopportabile solo al vederlo, perché la sua vita non è come quella degli altri, e del tutto diverse sono le sue strade. Siamo stati considerati da lui moneta falsa, e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure. Proclama beata la sorte finale dei giusti e si vanta di avere Dio per padre. Vediamo se le sue parole sono vere, consideriamo ciò che gli accadrà alla fine. Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto e lo libererà dalle mani dei suoi avversari. Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti, per conoscere la sua mitezza e saggiare il suo spirito di sopportazione. Condanniamolo a una morte infamante, perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà». Hanno pensato così, ma si sono sbagliati; la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i misteriosi segreti di Dio, non sperano ricompensa per la rettitudine né credono a un premio per una vita irreprensibile.
VANGELO DEL GIORNO Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 7,1-2.10.25-30
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
Le Parole dei Papi La prima Lettura è quasi una cronaca prima (anticipata) di quello che accadrà a Gesù. (…) È una profezia, proprio, di quello che è accaduto. E i Giudei cercavano di ucciderlo, dice il Vangelo. Allora, cercavano anche di arrestarlo – ci dice il Vangelo – “ma nessuno riuscì a mettere le mani su di Lui, perché non era ancora giunta la sua ora” (Gv. 7,30). (…) E questa non è una semplice odiosità, non c'è un piano di azione - cattivo certamente - di un partito contro l'altro. Questa è una altra cosa. Questo si chiama accanimento (…) e cosa si fa, nel momento dell’accanimento? Si fanno soltanto due cose, si possono fare soltanto due cose: discutere con questa gente non è possibile perché hanno le proprie idee, idee fisse, idee che il diavolo ha seminato nel [loro] cuore. Abbiamo sentito qual è il piano di azione loro. Cosa si può fare? Quello che ha fatto Gesù: tacere. (…) È il silenzio del giusto davanti all’accanimento. E questo è valido anche per – chiamiamoli così – i piccoli accanimenti quotidiani (…): stare zitto. Silenzio. E subire e tollerare l’accanimento del chiacchiericcio. (Francesco - Omelia Santa Marta, 27 marzo 2020)
S. FAUSTI - i suoi interlocutori conoscono le Scritture. ma quando Dio realizza ciò che ha detto, non sono in grado di capirlo. La sua promessa è più grande di ogni fama: infatti il dono promesso è lui stesso che promette. o ci si apre ad accogliere lui, sorgente della vita, o lo si rifiuta, restando nella morte.
RispondiEliminaDopo aver parlato di Mosè e della legge, Gesù parla della circoncisione, ben più antica di Mosè, che risale ad Abramo.
Se di sabato si circoncide senza con ciò trasgredire il precetto, a maggior ragione non lo trasgredisce chi salva interamente un uomo. I suoi avversari sono incoerenti nel loro sdegno contro di lui.
Ciò che ha compiuto alla piscina (5,1...) non è la trasgressione della legge e del sabato, bensì il loro compimento : è la vera circoncisione che fa entrare l'uomo nella promessa di Dio.
S. KAROL WOJTYLA - VEGLIA PASQUALE - Uomo nel quale ogni uomo può ritrovare l'intento profondo
RispondiEliminae la radice delle sue azioni . specchio di vita e morte,
fisso nell'umana corrente
LETTURA DEL GIORNO
EliminaDal libro della Sapienza
Sap 2,1a.12–22
Dicono [gli empi] fra loro sragionando:
«Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d'incomodo
e si oppone alle nostre azioni;
ci rimprovera le colpe contro la legge
e ci rinfaccia le trasgressioni contro l'educazione ricevuta.
Proclama di possedere la conoscenza di Dio
e chiama se stesso figlio del Signore.
È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri;
ci è insopportabile solo al vederlo,
perché la sua vita non è come quella degli altri,
e del tutto diverse sono le sue strade.
Siamo stati considerati da lui moneta falsa,
e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure.
Proclama beata la sorte finale dei giusti
e si vanta di avere Dio per padre.
Vediamo se le sue parole sono vere,
consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.
Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto
e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,
per conoscere la sua mitezza
e saggiare il suo spirito di sopportazione.
Condanniamolo a una morte infamante,
perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».
Hanno pensato così, ma si sono sbagliati;
la loro malizia li ha accecati.
Non conoscono i misteriosi segreti di Dio,
non sperano ricompensa per la rettitudine
né credono a un premio per una vita irreprensibile.
VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 7,1-2.10.25-30
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
Le Parole dei Papi
EliminaLa prima Lettura è quasi una cronaca prima (anticipata) di quello che accadrà a Gesù. (…) È una profezia, proprio, di quello che è accaduto. E i Giudei cercavano di ucciderlo, dice il Vangelo. Allora, cercavano anche di arrestarlo – ci dice il Vangelo – “ma nessuno riuscì a mettere le mani su di Lui, perché non era ancora giunta la sua ora” (Gv. 7,30). (…) E questa non è una semplice odiosità, non c'è un piano di azione - cattivo certamente - di un partito contro l'altro. Questa è una altra cosa. Questo si chiama accanimento (…) e cosa si fa, nel momento dell’accanimento? Si fanno soltanto due cose, si possono fare soltanto due cose: discutere con questa gente non è possibile perché hanno le proprie idee, idee fisse, idee che il diavolo ha seminato nel [loro] cuore. Abbiamo sentito qual è il piano di azione loro. Cosa si può fare? Quello che ha fatto Gesù: tacere. (…) È il silenzio del giusto davanti all’accanimento. E questo è valido anche per – chiamiamoli così – i piccoli accanimenti quotidiani (…): stare zitto. Silenzio. E subire e tollerare l’accanimento del chiacchiericcio. (Francesco - Omelia Santa Marta, 27 marzo 2020)