LA SPERANZA CHE VA OLTRE LA FINE - S. KAROL WOJTYLA Nel tempo giusto la speranza s' innalza da tutti i luoghi soggetti alla morte - la speranza ne è il contrappeso, in essa il mondo, che muore, di nuovo rivela la vita. nelle strade i passanti dai corti giubbotti e dai capelli spioventi sul collo tagliano con la lama del passo lo spazio del grande mistero che in ognuno di loro si estende tra morte e speranza: uno spazio che scorre verso l'alto come la pietra di luce solare rovesciata all'ingresso del sepolcro.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio! Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 5,17-30
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l'ora - ed è questa - in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
FAUSTI -L'Amore del Padre si è reso visibile in quello del Figlio per tutti gli uomini e si manifesta in coloro che ,credendo in Lui, considerano gli altri come fratelli. Solo se ci amiamo tra noi , l'amore è credibile. Esso non si può dimostrare . Si può solo mostrare. La legge dell'agire del Figlio é vedere l'Amore del Padre, il quale gli è sempre presente : gli mostra, qui e ora, come agire con i fratelli. Queste opere, che il Padre gli mostra, e che Gesù ha compiuto, corrispondono a quanto i discepoli hanno visto, in particolare la guarigione dell'infermo. Le opere “maggiori” saranno quelle che seguono . Il dono del Pane, (6,1), della Luce (9,1) e, in particolare, della vita a Lazzaro (11;!...). Il Padre non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio” Il Suo giudicare, come il Suo agire, deriva dal Suo amore. Noi pensiamo un Dio giudice ; Lo vorremmo complice . Invece ci salva dal nostro male , perché è Padre e ci ama come il Figlio Unico che ci ha donato. Il giudizio del Padre è contro il male, non contro chi lo fa. Il giudizio è dato al Figlio e, come a Lui, a tutti i Suoi figli. Infatti la salvezza è accettare o rifiutare di essere figli. Questo non dipende da Dio, che ci ama tutti, ma dalla nostra libertà. L'amore infatti non può essere che libero. Dire sì o no al Suo amore, tocca a noi. Chi “ascolta” la Parola del Figlio, “crede” al Padre e ha la Vita Eterna, l'Amore tra Padre e Figlio. La Vita Eterna è concessa già ora a chi ascolta Gesù : la Sua Parola ci fa vivere un'esistenza filiale e fraterna, affrancata dall'egoismo , dal peccato e dalla morte. Chi accetta di essere figlio, esce dalla tenebra alla luce di una vita libera nell'amore. Si è trasferito nel Figlio, che ha la Sua dimora nel Padre. Il Padre ha la Vita in Se stesso . È la stessa che dona al Figlio. Ambedue hanno la pienezza di Vita . Il loro Amore reciproco. Il Padre non tiene nulla per Sè ; la Sua realizzazione è la relazione d'Amore e di dono al Figlio, al quale dà tutto. Il Figlio a Sua volta dà tutto ai fratelli. A chi ascolta Gesù , è concesso di vivere la Vita stessa di Dio. Quanto Gesù ha detto sul rapporto con il Padre è un panorama splendido, che mozza il fiato. E' il giardino dell'infanzia, il sogno perduto che il Figlio, rivelandolo, risveglia e ridona : è la vera terra promessa, che con stupore Mosè vide dal monte Nebo, nella quale il Figlio ci introduce.” Io non posso fare nulla da me stesso”Il Figlio è Gesù , il cui fare e giudicare viene dal Padre : “fa” come “vede” e “giudica” come “ascolta”. Il Suo giudizio, a differenza di quello di chi Lo condanna e Lo vuole uccidere , è giusto. Giusto perché cerca la volontà di Colui che ha tanto amato il mondo da dare il Figlio , non per giudicarlo, ma per salvarlo (3,14-17). Per questo il “Suo” giudizio sarà l'opera somma di Dio, la glorificazione Sua e del Padre
Parole dei Papi Cristo è la pienezza della vita, e quando ha affrontato la morte l’ha annientata per sempre. La Pasqua di Cristo è la vittoria definitiva sulla morte, perché Lui ha trasformato la sua morte in supremo atto d’amore. Morì per amore! E nell’Eucaristia, Egli vuole comunicarci questo suo amore pasquale, vittorioso. Se lo riceviamo con fede, anche noi possiamo amare veramente Dio e il prossimo, possiamo amare come Lui ha amato noi, dando la vita. Solo se sperimentiamo questo potere di Cristo, il potere del suo amore, siamo veramente liberi di donarci senza paura. (Francesco Udienza generale, 22 novembre 2017)
DA : DIVES IN MISERICORDIA II)CHI VEDE ME, VEDE IL PADRE (cfr Gv 14,9)
1. Rivelazione della misericordia
«Dio ricco di misericordia» (Ef2,4) è colui che Gesù Cristo ci ha rivelato come Padre: proprio il suo Figlio, in se stesso, ce l'ha manifestato e fatto conoscere. (Gv1,18) (Eb1,1) Memorabile al riguardo è il momento in cui Filippo, uno dei dodici apostoli, rivolgendosi a Cristo, disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta»; e Gesù così gli rispose: «Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai conosciuto...? Chi ha visto me, ha visto il Padre». (Gv14,8) Queste parole furono pronunciate durante il discorso di addio, al termine della cena pasquale, a cui seguirono gli eventi di quei santi giorni durante i quali doveva una volta per sempre trovar conferma il fatto che «Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo». (Ef2,4)
Seguendo la dottrina del Concilio Vaticano II e aderendo alle particolari necessità dei tempi in cui viviamo, ho dedicato l'enciclica Redemptor hominis alla verità intorno all'uomo, che nella sua pienezza e profondità ci viene rivelata in Cristo. Un'esigenza di non minore importanza, in questi tempi critici e non facili, mi spinge a scoprire nello stesso Cristo ancora una volta il volto del Padre, che è «misericordioso e Dio di ogni consolazione». Si legge infatti nella costituzione Gaudium et spes: «Cristo, che è il nuovo Adamo... svela... pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione»: egli lo fa «proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore». Le parole citate attestano chiaramente che la manifestazione dell'uomo, nella piena dignità della sua natura, non può aver luogo senza il riferimento--non soltanto concettuale, ma integralmente esistenziale a Dio. L'uomo e la sua vocazione suprema si svelano in Cristo mediante la rivelazione del mistero del Padre e del suo amore.
È per questo che conviene ora volgerci a quel mistero: lo suggeriscono molteplici esperienze della Chiesa e dell'uomo contemporaneo; lo esigono anche le invocazioni di tanti cuori umani, le loro sofferenze e speranze, le loro angosce ed attese. Se è vero che ogni uomo, in un certo senso, è la via della Chiesa, come ho affermato nell'enciclica Redemptor hominis, al tempo stesso il Vangelo e tutta la tradizione ci indicano costantemente che dobbiamo percorrere questa via con ogni uomo cosi come Cristo l'ha tracciata, rivelando in se stesso il Padre e il suo amore. In Gesù Cristo ogni cammino verso l'uomo, quale è stato una volta per sempre assegnato alla Chiesa nel mutevole contesto dei tempi, è simultaneamente un andare incontro al Padre e al suo amore. Il Concilio Vaticano II ha confermato questa verità a misura dei nostri tempi.
"Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!”S.G.Paolo II
LA SPERANZA CHE VA OLTRE LA FINE - S. KAROL WOJTYLA
RispondiEliminaNel tempo giusto la speranza s' innalza da tutti i luoghi
soggetti alla morte -
la speranza ne è il contrappeso,
in essa il mondo, che muore, di nuovo rivela la vita.
nelle strade i passanti dai corti giubbotti e dai capelli
spioventi sul collo
tagliano con la lama del passo
lo spazio del grande mistero
che in ognuno di loro si estende tra morte e speranza:
uno spazio che scorre verso l'alto come la pietra
di luce solare
rovesciata all'ingresso del sepolcro.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
EliminaCome il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 5,17-30
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l'ora - ed è questa - in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
Parola del Signore
FAUSTI -L'Amore del Padre si è reso visibile in quello del Figlio per tutti gli uomini e si manifesta in coloro che ,credendo in Lui, considerano gli altri come fratelli. Solo se ci amiamo tra noi , l'amore è credibile. Esso non si può dimostrare . Si può solo mostrare.
RispondiEliminaLa legge dell'agire del Figlio é vedere l'Amore del Padre, il quale gli è sempre presente : gli mostra, qui e ora, come agire con i fratelli. Queste opere, che il Padre gli mostra, e che Gesù ha compiuto, corrispondono a quanto i discepoli hanno visto, in particolare la guarigione dell'infermo. Le opere “maggiori” saranno quelle che seguono . Il dono del Pane, (6,1), della Luce (9,1) e, in particolare, della vita a Lazzaro (11;!...).
Il Padre non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio” Il Suo giudicare, come il Suo agire, deriva dal Suo amore. Noi pensiamo un Dio giudice ; Lo vorremmo complice . Invece ci salva dal nostro male , perché è Padre e ci ama come il Figlio Unico che ci ha donato.
Il giudizio del Padre è contro il male, non contro chi lo fa. Il giudizio è dato al Figlio e, come a Lui, a tutti i Suoi figli. Infatti la salvezza è accettare o rifiutare di essere figli. Questo non dipende da Dio, che ci ama tutti, ma dalla nostra libertà. L'amore infatti non può essere che libero.
Dire sì o no al Suo amore, tocca a noi. Chi “ascolta” la Parola del Figlio, “crede” al Padre e ha la Vita Eterna, l'Amore tra Padre e Figlio. La Vita Eterna è concessa già ora a chi ascolta Gesù : la Sua Parola ci fa vivere un'esistenza filiale e fraterna, affrancata dall'egoismo , dal peccato e dalla morte.
Chi accetta di essere figlio, esce dalla tenebra alla luce di una vita libera nell'amore. Si è trasferito nel Figlio, che ha la Sua dimora nel Padre. Il Padre ha la Vita in Se stesso . È la stessa che dona al Figlio. Ambedue hanno la pienezza di Vita . Il loro Amore reciproco. Il Padre non tiene nulla per Sè ; la Sua realizzazione è la relazione d'Amore e di dono al Figlio, al quale dà tutto.
Il Figlio a Sua volta dà tutto ai fratelli.
A chi ascolta Gesù , è concesso di vivere la Vita stessa di Dio.
Quanto Gesù ha detto sul rapporto con il Padre è un panorama splendido, che mozza il fiato. E' il giardino dell'infanzia, il sogno perduto che il Figlio, rivelandolo, risveglia e ridona : è la vera terra promessa, che con stupore Mosè vide dal monte Nebo, nella quale il Figlio ci introduce.” Io non posso fare nulla da me stesso”Il Figlio è Gesù , il cui fare e giudicare
viene dal Padre : “fa” come “vede” e “giudica” come “ascolta”. Il Suo giudizio, a differenza di quello di chi Lo condanna e Lo vuole uccidere , è giusto.
Giusto perché cerca la volontà di Colui che ha tanto amato il mondo da dare il Figlio ,
non per giudicarlo, ma per salvarlo (3,14-17).
Per questo il “Suo” giudizio sarà l'opera somma di Dio, la glorificazione Sua e del Padre
Parole dei Papi
EliminaCristo è la pienezza della vita, e quando ha affrontato la morte l’ha annientata per sempre. La Pasqua di Cristo è la vittoria definitiva sulla morte, perché Lui ha trasformato la sua morte in supremo atto d’amore. Morì per amore! E nell’Eucaristia, Egli vuole comunicarci questo suo amore pasquale, vittorioso. Se lo riceviamo con fede, anche noi possiamo amare veramente Dio e il prossimo, possiamo amare come Lui ha amato noi, dando la vita. Solo se sperimentiamo questo potere di Cristo, il potere del suo amore, siamo veramente liberi di donarci senza paura. (Francesco Udienza generale, 22 novembre 2017)
DA : DIVES IN MISERICORDIA
RispondiEliminaII)CHI VEDE ME, VEDE IL PADRE
(cfr Gv 14,9)
1. Rivelazione della misericordia
«Dio ricco di misericordia» (Ef2,4) è colui che Gesù Cristo ci ha rivelato come Padre: proprio il suo Figlio, in se stesso, ce l'ha manifestato e fatto conoscere. (Gv1,18) (Eb1,1) Memorabile al riguardo è il momento in cui Filippo, uno dei dodici apostoli, rivolgendosi a Cristo, disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta»; e Gesù così gli rispose: «Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai conosciuto...? Chi ha visto me, ha visto il Padre». (Gv14,8) Queste parole furono pronunciate durante il discorso di addio, al termine della cena pasquale, a cui seguirono gli eventi di quei santi giorni durante i quali doveva una volta per sempre trovar conferma il fatto che «Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo». (Ef2,4)
Seguendo la dottrina del Concilio Vaticano II e aderendo alle particolari necessità dei tempi in cui viviamo, ho dedicato l'enciclica Redemptor hominis alla verità intorno all'uomo, che nella sua pienezza e profondità ci viene rivelata in Cristo. Un'esigenza di non minore importanza, in questi tempi critici e non facili, mi spinge a scoprire nello stesso Cristo ancora una volta il volto del Padre, che è «misericordioso e Dio di ogni consolazione». Si legge infatti nella costituzione Gaudium et spes: «Cristo, che è il nuovo Adamo... svela... pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione»: egli lo fa «proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore». Le parole citate attestano chiaramente che la manifestazione dell'uomo, nella piena dignità della sua natura, non può aver luogo senza il riferimento--non soltanto concettuale, ma integralmente esistenziale a Dio. L'uomo e la sua vocazione suprema si svelano in Cristo mediante la rivelazione del mistero del Padre e del suo amore.
È per questo che conviene ora volgerci a quel mistero: lo suggeriscono molteplici esperienze della Chiesa e dell'uomo contemporaneo; lo esigono anche le invocazioni di tanti cuori umani, le loro sofferenze e speranze, le loro angosce ed attese. Se è vero che ogni uomo, in un certo senso, è la via della Chiesa, come ho affermato nell'enciclica Redemptor hominis, al tempo stesso il Vangelo e tutta la tradizione ci indicano costantemente che dobbiamo percorrere questa via con ogni uomo cosi come Cristo l'ha tracciata, rivelando in se stesso il Padre e il suo amore. In Gesù Cristo ogni cammino verso l'uomo, quale è stato una volta per sempre assegnato alla Chiesa nel mutevole contesto dei tempi, è simultaneamente un andare incontro al Padre e al suo amore. Il Concilio Vaticano II ha confermato questa verità a misura dei nostri tempi.
"Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!”S.G.Paolo II