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martedì 4 agosto 2015

"SOY YO" Ju 6,20-21 -




8 commenti:

  1. VEGLIA PASQUALE – S.KAROL WOJTYLA
    O terra, che ci partorisci, insieme a noi non partorisci la luce -
    ma solo il fragile, tenue velo che basta a piante e animali.
    Ben diversa la luce che occorre a un bambino...
    Sono leale, terra, verso di te, quando parlo della luce
    che tu non puoi dare,
    parlo della LUCE senza la quale non sarà compiuto
    l'UOMO
    e neppure tu, terra, sarai compiuta nell'uomo.
    Al ritmo d'acqua e luce tu sei presente e taci.

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    1. Antifona
      Voi, popolo che Dio si è acquistato,
      proclamate le sue opere meravigliose:
      dalle tenebre vi ha chiamati alla sua ammirabile luce. Alleluia. (Cf. 1Pt 2,9)

      Colletta
      O Dio, che nei misteri pasquali hai aperto ai tuoi fedeli
      la porta della misericordia,
      volgi il tuo sguardo su di noi e abbi pietà,
      perché, seguendo la via della tua volontà,
      per tua grazia non ci allontaniamo mai dal sentiero della vita.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Oppure:

      Cancella, o Padre,
      il documento scritto contro di noi per la legge del peccato,
      già revocato nel mistero pasquale
      con la risurrezione del Cristo tuo Figlio.
      Egli è Dio, e vive e regna con te.

      Prima Lettura
      Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.
      Dagli Atti degli Apostoli
      At 6,1-7

      In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
      Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
      Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
      E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Dal Sal 32 (33)

      R. Su di noi sia il tuo amore, Signore.
      Oppure:
      R. Alleluia, alleluia, alleluia.

      Esultate, o giusti, nel Signore;
      per gli uomini retti è bella la lode.
      Lodate il Signore con la cetra,
      con l’arpa a dieci corde a lui cantate. R.

      Perché retta è la parola del Signore
      e fedele ogni sua opera.
      Egli ama la giustizia e il diritto;
      dell’amore del Signore è piena la terra. R.

      Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
      su chi spera nel suo amore,
      per liberarlo dalla morte
      e nutrirlo in tempo di fame. R.

      Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Cristo è risorto, lui che ha creato il mondo,
      e ha salvato gli uomini nella sua misericordia.

      Alleluia.

      Vangelo
      Videro Gesù che camminava sul mare.
      Dal Vangelo secondo Giovanni
      Gv 6,16-21

      Venuta la sera, i discepoli di Gesù scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao.
      Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento.
      Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!».
      Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

      Parola del Signore.

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    2. Le Parole dei Papi
      Dietro al camminare sulle acque c’è un messaggio non immediato, un messaggio da cogliere per noi. A quel tempo, infatti, le grandi distese d’acqua erano ritenute sedi di forze maligne non dominabili dall’uomo; specialmente se agitati dalla tempesta gli abissi erano simbolo del caos e richiamavano le oscurità degli inferi. Ora, i discepoli si trovano nel mezzo del lago al buio: in loro c’è la paura di affondare, di essere risucchiati dal male. E qui arriva Gesù, che cammina sulle acque, cioè sopra le forze del male (…). È tutto un messaggio che Gesù ci dà. Ecco il senso del segno: le potenze maligne, che ci spaventano e non riusciamo a dominare, con Gesù vengono immediatamente ridimensionate. Lui, camminando sulle acque, vuole dirci: “Non avere paura, io metto sotto i piedi i tuoi nemici” – bel messaggio: “Non avere paura: io metto sotto i piedi i tuoi nemici” –: non le persone!, non sono quelle i nemici, ma la morte, il peccato, il diavolo: questi sono i nemici della gente, i nostri nemici. E Gesù questi nemici li calpesta per noi. Cristo oggi ripete a ciascuno di noi: “Coraggio, sono io, non avere paura!”. Coraggio, cioè, perché ci sono io, perché non sei più solo nelle acque agitate della vita. (Papa Francesco, Angelus, 13 agosto 2023)

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    3. Il Vangelo di oggi ci ricorda che la fede nel Signore e nella sua parola non ci apre un cammino dove tutto è facile e tranquillo; non ci sottrae alle tempeste della vita. La fede ci dà la sicurezza di una Presenza, la presenza di Gesù che ci spinge a superare le bufere esistenziali, la certezza di una mano che ci afferra per aiutarci ad affrontare le difficoltà, indicandoci la strada anche quando è buio. La fede, insomma, non è una scappatoia dai problemi della vita, ma sostiene nel cammino e gli dà un senso. Questo episodio è un’immagine stupenda della realtà della Chiesa di tutti i tempi: una barca che, lungo l’attraversata, deve affrontare anche venti contrari e tempeste, che minacciano di travolgerla. Ciò che la salva non sono il coraggio e le qualità dei suoi uomini: la garanzia contro il naufragio è la fede in Cristo e nella sua parola.
      ( Francesco Angelus, 13 agosto 2017)

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  2. S. FAUSTI
    Io-sono. Gesù rivela la sua identità. I sinottici dicono che lo credono un fantasma e fanno della scena un miracolo di salvezza.
    In Giovanni tutto è concentrato sul “vedere” e riconoscere Gesù presente.
    “Io-sono” espressione cara a Giovanni richiama il Nome con cui il Signore si rivelò a Mosè (Es 3,14)
    “Non abbiate paura” Se l'uomo, sin dall'inizio, ha paura di Dio, sempre Dio, quando appare, dice . “Non avere paura!” Dio è Amore , e l'Amore perfetto scaccia il timore (1Gv 4,18).
    Volevano prenderlo nella barca, i discepoli prendono Gesù anche se ancora non Lo comprendono, Lo accolgono con sé. Si aprono al mistero che “Io-Sono” rivelerà subito dopo a Cafarnao.
    Quando Lo vogliamo prendere perché ci interessa Lui, invece di rapirlo perchè ci interessa il pane, allora giungiamo subito alla terra. Come in un sogno, si annulla ogni distanza.
    Con Gesù non c'è più né notte, né mare ,né vento : c'è subito la terra.
    La terra è dove si vive . Con Lui la nostra barca approda subito alla vita.
    E' Lui, infatti, il Pane di Vita.
    La discesa dei discepoli al mare termina con l'approdo alla terra verso la quale se ne andavano.
    Questo verbo indica il cammino di Gesù verso il Padre.
    Il dono del Pane appena fatto è il viatico di questo cammino. Non è un'illusione il pane che Gesù ci ha dato : è il Signore che salva.

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  3. La lunga faticosa giornata degli Apostoli con la grande folla di cinquemila uomini sempre al seguito di Gesù, stava terminando con la stanchezza nella discesa al lago per il ritorno a Cafarnao, mentre Gesù era sfuggito , verso la montagna ,all'entusiasmo di chi, visto il miracolo, voleva farlo re.
    Il viaggio nel lago che diventa un avanzare tra i marosi sollevati dal forte vento, è difficoltoso e ulteriormente stancante. Gesù li soccorre, andando verso la barca, camminando sul mare che stava calmandosi alla Sua presenza. E l'annuncio :”Sono Io!” è la rassicurazione che nelle tempeste della vita, Egli ci è vicino, non ci lascia soli, se appena la nostra fede Lo raggiunge, il nostro cuore Lo attende :”Gesù non era ancora venuto da loro” , dicono, dice l'Evangelista!
    La Sua Parola che Lo rivela come l'Essere, a cui tanti nemici cadranno sentendola risuonare nel Getzemani , è insieme la rivelazione del Nome di Dio :”Io Sono Colui che Sono” ( come Mosè aveva udito dal Roveto ardente, da cui sprigiona la fortissima Identità del Dio che aprirà loro la Via della Liberazione in mezzo al mare.) (Es 3,14) e la manifestazione della Sua Presenza rassicurante, fedele, provvidente ,sempre vicina.
    Pregando il Salmo 29, “ Il Signore è assiso sulla tempesta, il Signore siede re per sempre. Il Signore darà forza al Suo popolo, benedirà il Suo Popolo con la Pace !” (29,10-11) pensiamo che la barca che Lo ha accolto, ha raggiunto immediatamente la riva, e ricordiamo l'inno di Lode :”Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, che spera nel Signore Suo Dio, creatore del cielo e della terra, del mare e di quanto contiene. Egli è fedele per sempre, rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati!” (Sl 146,5-7).

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  4. Commenti
    SE EMBARCARON Ju 6,16-17
    VIERON A JESÚS Ju 6, 18-19

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  5. https://salmiognigiorno.blogspot.com/2024/09/psaume-33-b-c-d.html
    https://salmiognigiorno.blogspot.com/2024/09/blog-post.html

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