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lunedì 28 settembre 2015

CUANDO VENGA EL MESÍAS Ju 7,25 - 27


5 commenti:

  1. S. FAUSTI - Chi ha una certa concezione di legge, di Dio e di uomo, non può che eliminare come sovversivo del potere costituito quest'uomo che propone una legge di libertà.. Vedendolo parlare in pubblico senza impedimenti, viene loro il dubbio che i capi abbiano cambiato parere su Gesù.
    Se prima si parla dell'origine della sua sapienza, ora si passa all'origine della sua messianicità.
    La questione è il "da dove" del Messia, che dovrebbe essere misterioso e ignoto, mentre quello di Gesù è ben noto.

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  2. S. KAROL WOJTYLA - VEGLIA PASQUALE
    Uomo, a Te sempre giungo - seguendo
    il magro fiume della storia,
    andando incontro a ogni cuore, incontro a ogni pensiero
    (storia - una ressa di pensieri e morte dei cuori).

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    1. LETTURA DEL GIORNO
      Dal libro della Sapienza
      Sap 2,1a.12–22

      Dicono [gli empi] fra loro sragionando:
      «Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d'incomodo
      e si oppone alle nostre azioni;
      ci rimprovera le colpe contro la legge
      e ci rinfaccia le trasgressioni contro l'educazione ricevuta.
      Proclama di possedere la conoscenza di Dio
      e chiama se stesso figlio del Signore.
      È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri;
      ci è insopportabile solo al vederlo,
      perché la sua vita non è come quella degli altri,
      e del tutto diverse sono le sue strade.
      Siamo stati considerati da lui moneta falsa,
      e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure.
      Proclama beata la sorte finale dei giusti
      e si vanta di avere Dio per padre.
      Vediamo se le sue parole sono vere,
      consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.
      Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto
      e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
      Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,
      per conoscere la sua mitezza
      e saggiare il suo spirito di sopportazione.
      Condanniamolo a una morte infamante,
      perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».
      Hanno pensato così, ma si sono sbagliati;
      la loro malizia li ha accecati.
      Non conoscono i misteriosi segreti di Dio,
      non sperano ricompensa per la rettitudine
      né credono a un premio per una vita irreprensibile.

      VANGELO DEL GIORNO
      Dal Vangelo secondo Giovanni
      Gv 7,1-2.10.25-30

      In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
      Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
      Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
      Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
      Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.

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  3. Le Parole dei Papi
    La prima Lettura è quasi una cronaca prima (anticipata) di quello che accadrà a Gesù. (…) È una profezia, proprio, di quello che è accaduto. E i Giudei cercavano di ucciderlo, dice il Vangelo. Allora, cercavano anche di arrestarlo – ci dice il Vangelo – “ma nessuno riuscì a mettere le mani su di Lui, perché non era ancora giunta la sua ora” (Gv. 7,30). (…) E questa non è una semplice odiosità, non c'è un piano di azione - cattivo certamente - di un partito contro l'altro. Questa è una altra cosa. Questo si chiama accanimento (…) e cosa si fa, nel momento dell’accanimento? Si fanno soltanto due cose, si possono fare soltanto due cose: discutere con questa gente non è possibile perché hanno le proprie idee, idee fisse, idee che il diavolo ha seminato nel [loro] cuore. Abbiamo sentito qual è il piano di azione loro. Cosa si può fare? Quello che ha fatto Gesù: tacere. (…) È il silenzio del giusto davanti all’accanimento. E questo è valido anche per – chiamiamoli così – i piccoli accanimenti quotidiani (…): stare zitto. Silenzio. E subire e tollerare l’accanimento del chiacchiericcio. (Francesco - Omelia Santa Marta, 27 marzo 2020)

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  4. Gesuiti - Festa delle Capanne, festa per eccellenza, la festa della luce; mentre i suoi si aspettavano una sua presentazione spettacolare, Gesù arriva solo a metà festa; aveva fatto quei gesti così belli come dare il pane alle folle, e si aspettavano qualcosa di analogo, ma, invece del pane, Gesù spiega ora la sua identità, dopo aver dato il pane.
    E il brano è tutto un dialogo, un dibattito a raffica tra Gesù e la gente sull’identità di Gesù.
    Quindi c’è un uomo che pretende di essere Dio. L’ha detto prima coi fatti, restituendo all’uomo la sua dignità, la sua libertà e il suo camminare e poi lo dice a parole.
    E nel brano che abbiamo appena letto c’è l’iniziale che dice:
    lo cercavano e si chiedevano dov’è; e termina con la citazione della Parola di Gesù che dice:
    Mi cercherete e non mi troverete perché dove io sono voi non potete venire.
    Ecco: il tema è quello del cercare il Signore, cercare dov’è. Tutto il dibattito è sui vari “dove”. Prima si dice “dove” si trova, poi da “dove” viene la sua sapienza, poi da “dove” viene il suo modo di intendere la legge, poi da “dove” viene lui e soprattutto “dove” va lui.
    È il problema del “dove”.
    Per capire una persona bisogna capire il “dove” e cercheremo di capire i vari “dove”
    Domandano: Dov’è lui? Si pone il problema del dove. Le due coordinate per individuare una persona sono: coordinate di tempo o di spazio o dove si trova. Il tempo è lo stesso per tutti ed è sempre mutabile per tutti e non è disponibile per nessuno, è solo Dio lo stabilisce, mentre il luogo dove uno si trova è diverso per ciascuno. Non solo è diverso per ciascuno, ma è anche mutabile,
    lo posso mutare io con la mia libertà. E il dove di una persona vuol dire anche qualcosa di preciso. Il dove è la sua casa: dove abita? È lì che capisce chi è una persona; è da lì che lui viene, viene dalla sua casa ed è lì che lui torna, torna nella sua casa. L’uomo che non trova il suo dove, che non trova la sua casa è sempre uno fuori posto, non è mai contento.
    Allora il problema è trovare il dove e cercarlo.
    Sono anche le prime parole che Dio ha rivolto all’uomo: dove sei? Provate a chiedervi: Dove sono? Nessuno è tanto perso come chi non sa dove si trova.
    E dove sono vuol dire anche da dove vengo e dove vado.
    Se ricordate all’inizio il tema di tutto il Vangelo consiste nella prima domanda dei discepoli a Gesù che chiede ai primi due che lo seguono: Che cercate?
    E gli domandano: Signore dove dimori? È trovare quel dove, dove sta di casa. Vuol dire quali sono le sue relazioni intime, suo Padre, i suoi fratelli, è lì che conosco uno.
    Dove l’avete posto? domanderà Gesù di Lazzaro il suo amico; gli mostreranno il sepolcro, perché esso è il dove tutti arriviamo. Veniamo dalla terra e torniamo alla terra.
    Invece Gesù ci presenta un altro “dove” che noi non conosciamo.
    È uomo come noi e viene dalla terra e torna alla terra, ma non è solo uomo. Il suo dove è il Padre ed è venuto a mostrare a tutti che abbiamo un’origine che è il Padre, abbiamo un punto di arrivo: la pienezza di vita col Padre. Ed è questo che Gesù vuol aprire a tutti. A questo punto anche se lo cercano per ucciderlo, le folle sono divise tra di loro. Mentre i capi in tutto il Vangelo hanno un unico parere, - quello di chi cerca il potere di chi cerca il dominio sulle folle e vogliono uccidere il Signore perché il Signore non cerca il dominio e il potere ma si fa servo di tutti - le folle, invece, sono divise.

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