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lunedì 8 febbraio 2016

"YO SOY EL BUEN PASTOR" Ju 10, 12- 14

6 commenti:

  1. BENEDETTO XVI – Il Pastore ( Gesù di Nazaret) – Come il discorso del Pane non si limita a riandare alla Parola, ma si riferisce alla Parola che si è fatta Carne e dono “per la vita del mondo”, così l'offerta della Vita per le “pecore” è centrata nel discorso del Pastore.
    La Croce è il fulcro del discorso del Pastore, e non come atto di violenza che colga Gesù di sorpresa e che gli venga inflitto dall'esterno, bensì come offerta spontanea di Se stesso.
    “Io offro la mia Vita, per poi riprenderla di nuovo: nessuno me la toglie, ma la offro da Me Stesso”. Qui si spiega ciò che accade nell'Istituzione dell?Eucarestia : Gesù trasforma l'atto di violenza esterno della crocifissione in un atto di offerta volontaria di Se stesso per gli altri.
    Gesù non dà qualcosa, bensì Se stesso.
    Così Egli dona la Vita.

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    1. Antifona
      Cristo risorto dai morti non muore più;
      la morte non ha più potere su di lui. Alleluia. (Rm 6,9)

      Colletta
      O Dio, luce perfetta dei santi,
      che ci hai donato di celebrare sulla terra i misteri pasquali,
      fa’ che possiamo godere nella vita eterna
      la pienezza della tua grazia.
      Per il nostro Signore Gesù Cristo.

      Prima Lettura
      Dio ha concesso anche ai pagani che si convertano perché abbiano la vita.
      Dagli Atti degli Apostoli
      At 11,1-18

      In quei giorni, gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano dicendo: «Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!».
      Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: «Mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me. Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. Sentii anche una voce che mi diceva: "Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!". Io dissi: "Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai entrato nella mia bocca". Nuovamente la voce dal cielo riprese: "Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano". Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo. Ed ecco, in quell'istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi. Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell'uomo. Egli ci raccontò come avesse visto l'angelo presentarsi in casa sua e dirgli: "Manda qualcuno a Giaffa e fa' venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia". Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come in principio era disceso su di noi. Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: "Giovanni battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo". Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?».
      All'udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: «Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!».

      Parola di Dio.

      Salmo Responsoriale
      Dai Sal 41 (42) e 42 (43)

      R. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente.
      Oppure:
      R. Alleluia, alleluia, alleluia.

      Come la cerva anela ai corsi d'acqua,
      così l'anima mia anela a te, o Dio.
      L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
      quando verrò e vedrò il volto di Dio? R.

      Manda la tua luce e la tua verità:
      siano esse a guidarmi,
      mi conducano alla tua santa montagna,
      alla tua dimora. R.

      Verrò all'altare di Dio,
      a Dio, mia gioiosa esultanza.
      A te canterò sulla cetra,
      Dio, Dio mio. R.

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    2. Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Io sono il buon pastore, dice il Signore;
      conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)

      Alleluia.

      Vangelo
      Il buon pastore dà la vita per le pecore.
      Dal Vangelo secondo Giovanni
      Gv 10,11-18

      In quel tempo, Gesù disse:
      «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
      Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
      Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
      Parola del Signore.


      PAROLE DEI PAPI
      Come è bello e consolante sapere che Gesù ci conosce ad uno ad uno, che non siamo degli anonimi per Lui, che il nostro nome gli è noto! Per Lui non siamo “massa”, “moltitudine”, no. Siamo persone uniche, ciascuno con la propria storia, [e Lui] ci conosce ciascuno con la propria storia, ciascuno con il proprio valore, sia in quanto creatura sia in quanto redento da Cristo. Ognuno di noi può dire: Gesù mi conosce! È vero, è così: Lui ci conosce come nessun altro. Solo Lui sa che cosa c’è nel nostro cuore, le intenzioni, i sentimenti più nascosti. Gesù conosce i nostri pregi e i nostri difetti, ed è sempre pronto a prendersi cura di noi, per sanare le piaghe dei nostri errori con l’abbondanza della sua misericordia. […] Dunque, Gesù Buon Pastore difende, conosce, e soprattutto ama le sue pecore. E per questo dà la vita per loro (cfr Gv 10,15). ( FRANCESCO Regina Caeli, 25 aprile 2021)

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    3. Gesù, pastore buono e porta delle pecore, è un capo la cui autorità si esprime nel servizio, un capo che per comandare dona la vita e non chiede ad altri di sacrificarla. Di un capo così ci si può fidare, come le pecore che ascoltano la voce del loro pastore perché sanno che con lui si va a pascoli buoni e abbondanti. Basta un segnale, un richiamo ed esse seguono, obbediscono, si incamminano guidate dalla voce di colui che sentono come presenza amica, forte e dolce insieme, che indirizza, protegge, consola e medica. Così è Cristo per noi. C’è una dimensione dell’esperienza cristiana che forse lasciamo un po’ in ombra: la dimensione spirituale e affettiva. Il sentirci legati da un vincolo speciale al Signore come le pecore al loro pastore. A volte razionalizziamo troppo la fede e rischiamo di perdere la percezione del timbro di quella voce, della voce di Gesù buon pastore, che stimola e affascina. (…) Per Lui non siamo mai degli estranei, ma amici e fratelli. Eppure non è sempre facile distinguere la voce del pastore buono. State attenti. C’è sempre il rischio di essere distratti dal frastuono di tante altre voci. Oggi siamo invitati a non lasciarci distogliere dalle false sapienze di questo mondo, ma a seguire Gesù, il Risorto, come unica guida sicura che dà senso alla nostra vita. (Francesco - Regina Caeli, 7 maggio 2017)

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  2. S. FAUSTI – IL PASTORE BELLO Quelli che non hanno lui come modello, vengono nel recinto solo per sfruttare e rubare le pecore, per immolarle nel loro tempio e distruggerle. Per i capi religiosi il popolo è un gregge su cui spadroneggiare, da sacrificare alla legge, di cui sono i padroni, oltre che le prime vittime.
    GESU' e' il Pastore/Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo(1,29), è venuto per liberare le pecore e dare loro la vita, la sua vita di Figlio.
    GESU' si identifica con il “Pastore Bello”.
    “Bello” significa vero, autentico, buono, che sa fare il proprio lavoro ; richiama però anche qualcosa di piacevole, di bello, appunto.
    E' importante vederne la bellezza e provarne piacere . Questa bellezza salverà il mondo, rendendoci spiacevole ciò che riteniamo piacevole.
    Ora GESU' fa vedere il suo modo di essere Pastore : espone la sua vita a favore delle pecore. Più avanti dirà anche che dispone e depone per loro la sua vita.
    E' la bellezza dell'amore che si mostra in azione!
    Qui non si vuol dire che il pastore offre o dà la sua vita nel senso che muore. Infatti se muore , le pecore sono rapite e disperse. Si vuol dire che la prima caratteristica del Pastore è l'amore e il coraggio con cui difende le pecore : egli, a differenza del mercenario, es-pone per loro la sua vita ad ogni pericolo.




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    1. “ L'Evangelista Giovanni aveva presentato nel prologo il Verbo, pieno di Grazia e di Verità dicendo di Lui” Dalla Sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e Grazia su Grazia. perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la Grazia e la Verità vennero per mezzo di Gesù Cristo”(Gv 1,16-17).
      Il Bel Pastore annuncia la Sua Grazia, Egli entra nel recinto del Tempio apertamente, dalla porta e , raccolte le sue pecore le guida, precedendole nel cammino. Esse conoscono la Sua Voce e Lo seguono, sentono la Verità che ispira le Sue Parole e l'Amore che le abita, si fidano di Lui che le conosce una ad una e sa prendersi cura di tutti e di ciascuno.
      Egli manifesterà Se stesso come Via, Verità e Vita, (Gv 14,6 ) attraverso di Lui , Via, si cammina nella Luce della Verità per avere la Vita Vera ed Eterna.
      Nella Sua infinita umiltà si descrive anche come Porta , attraverso di Lui si va verso il Padre, “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me” (14,6): e si esce a cercare pascoli ed altre pecore, si entra e si esce con libertà.
      Ed ecco la Vita in abbondanza che riceviamo dalla Sua Pienezza, Grazia su Grazia!

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