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giovedì 27 ottobre 2016

"LA PAZ" Ju 16,33


7 commenti:

  1. FAUSTI - Gesù ha parlato dell'odio del mondo e dell'afflizione che i discepoli dovranno affrontare dopo di Lui, con Lui e come Lui.
    Gesù vuol farci superare il turbamento e darci la Sua pace.
    Questa Pace è “in me” dice Gesù , consiste nell'essere in Lui, con-sorti di Lui e del Suo destino .
    La pace sarà il dono di quel giorno quando il Risorto si manifesterà e vincerà le nostre paure.
    Proprio mentre “nel mondo” abbiamo tribolazioni “in Lui” abbiamo la Sua stessa Pace di Figlio, che è sempre con il Padre.
    “Ma abbiate coraggio, Io ho vinto il mondo”
    La croce non è la vittoria del male , ma la vittoria dell'Amore.
    Con questa fede anche il discepolo nasce da Dio e vince il mondo.

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  2. H. U.v Balthasar – Certamente ogni dono ottimo discende dal Padre della luce, e nulla puo' essergli dato che Egli stesso non abbia già dato al donatore. Anch'io, riverbero della sua gloria,specchio della sua essenza, sono soltanto mediante Lui: Egli mi abbraccia nello Spirito Santo e, con me, la sua creazione ; questa che cosa riceve allora se non ciò che è sgorgato da Lui, fonte primordiale di ogni bene? E così questa mia felicità sta nel fatto che io gli riporto a casa la sua proprietà e il suo raggio luminoso, non fratto attraverso il mondo torbido, nel suo grembo.
    Però io torno a casa più ricco di quando ne uscii...
    Come il raggio, captato fra due specchi,così la mia felicità naviga tra due felicità: nulla possedere da me stesso che non appartenga al Padre Mio : essere nella mia stessa persona un suo dono a me, così che io in tutto ciò che sono non incontro che la sua bontà; e insieme potergli costruire per mia forza questo Regno, con il dolore e la Croce, che lui non ha avuto e potergli consegnare nello Spirito Santo, che esce da entrambi, tutto il colmo universo come un duro cristallo nel sole.
    Entrambe le cose sono beatitudine :scomparire per far apparire soltanto Lui ; apparire per annunciare Lui come Sua Parola.
    In questo gioco dell'amore noi siamo catturati, io e il mondo, e non esiste nulla più se non l'onore sempre più grande del Padre sempre più grande.

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  3. Precedono
    "CREEMOS" Ju 16,29-30
    "NO ESTOY SOLO" JU 16, 31-32

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  4. Antifona
    Riceverete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi,
    e mi sarete testimoni fino ai confini della terra. Alleluia. (At 1,8)

    Colletta
    Venga su di noi, o Signore, la potenza dello Spirito Santo,
    perché aderiamo pienamente alla tua volontà
    e la possiamo testimoniare con una degna condotta di vita.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?
    Dagli Atti degli Apostoli
    At 19,1-8

    Mentre Apollo era a Corìnto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, scese a Èfeso.
    Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù».
    Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini.
    Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 67 (68)

    R. Regni della terra, cantate a Dio.
    Oppure:
    R. Cantate a Dio, inneggiate al suo nome.
    Oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
    e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
    Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
    come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
    periscono i malvagi davanti a Dio. R.

    I giusti invece si rallegrano,
    esultano davanti a Dio
    e cantano di gioia.
    Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
    Signore è il suo nome. R.

    Padre degli orfani e difensore delle vedove
    è Dio nella sua santa dimora.
    A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
    fa uscire con gioia i prigionieri. R.

    Acclamazione al Vangelo
    Alleluia, alleluia.

    Se siete risorti con Cristo,
    cercate le cose di lassù,
    dove è Cristo, seduto alla destra di Dio. (Col 3,1)

    Alleluia.


    Vangelo
    Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!
    Dal Vangelo secondo Giovanni
    Gv 16,29-33

    In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
    Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
    Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

    Parola del Signore.

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    Risposte
    1. Parole dei Papi
      Le Parole dei Papi
      Noi crediamo che Gesù ha vinto definitivamente Satana e ci ha sottratti così alla paura nei suoi confronti. (…) Se in Gesù è avvenuta la sconfitta del maligno, la sua vittoria tuttavia dev’essere liberamente accettata da ciascuno di noi, finché il male non sia completamente eliminato. La lotta contro il male richiede quindi impegno e continua vigilanza. La liberazione definitiva è intravista solo in una prospettiva escatologica (cfr Ap 21, 4).

      Al di là delle nostre fatiche e degli stessi nostri fallimenti rimane questa consolante parola di Cristo: “Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33).
      (San Giovanni Paolo II - Udienza Generale , mercoledì, 18 agosto 1999)
      Tutto questo aiuta a non farsi cadere le braccia davanti allo spessore dell’iniquità, davanti allo scherno dei malvagi. La parola del Signore per queste situazioni di stanchezza è: «Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33). E questa parola ci darà forza. ( P. Francesco Santa Messa del Crisma, 2 aprile 2015)

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    2. Sopportare è più di avere pazienza, è portare sulle spalle, portare il peso delle tribolazioni. E anche la vita del cristiano ha dei momenti così. Ma Gesù ci dice: ‘Abbiate coraggio in quel momento. Io ho vinto, anche voi sarete vincitori’. Questa prima parola ci illumina per andare nei momenti più difficili della vita, quei momenti che anche ci fanno soffrire. (…) Affidare al Signore qualcosa, affidare al Signore questo momento difficile, affidare al Signore me stesso, affidare al Signore i nostri fedeli, noi sacerdoti, vescovi, affidare al Signore le nostre famiglie, i nostri amici e dire al Signore: ‘Prenditi cura di questi, sono i tuoi’. È una preghiera che non sempre noi la facciamo, la preghiera di affidamento: ‘Signore ti affido questo, portalo Tu avanti’, è una bella preghiera cristiana. È l’atteggiamento della fiducia nel potere del Signore, anche nella tenerezza del Signore che è Padre. (…) Tre parole: tribolazioni, affidamento e pace. Nella vita dobbiamo andare su strade di tribolazione ma è la legge della vita. Ma in quei momenti affidarsi al Signore e Lui ci risponde con la pace. Questo Signore che è Padre ci ama tanto e mai delude. (Francesco - Omelia Santa Marta, 5 maggio 2015)

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    3. Non una “promessa lontana” ma un “legame vivo”, capace di attrarci verso la gloria celeste in un “cammino di ascesa” la cui via è tracciata dalla Madonna e dai santi “della porta accanto”, uomini e donne “con cui viviamo le nostre giornate, papà, mamme, nonni”: persone “di ogni età e condizione, che con gioia e impegno si sforzano sinceramente di vivere secondo il Vangelo”.
      Così, con concretezza e semplicità, Leone XIV ha parlato ai circa 20mila fedeli riuniti in piazza San Pietro per il Regina Caeli di stamani, domenica 17 maggio, solennità dell’Ascensione del Signore.
      L’accadimento che, quaranta giorni dopo la risurrezione, porta Gesù in cielo davanti ai suoi discepoli, può forse evocare “un evento lontano” anche se “in realtà non è così”, ha spiegato il Papa, perché a Gesù “siamo uniti, come membra al capo, in un unico corpo” e di conseguenza il suo ascendere al Cielo “attira anche noi, con Lui, verso la piena comunione con il Padre”.
      Tutta la vita di Cristo è un moto di ascesa, che abbraccia e coinvolge, attraverso la sua umanità, l’intera scena del mondo, elevando e riscattando l’uomo dalla sua condizione di peccato, portando luce, perdono e speranza là dove c’erano tenebre, ingiustizia e disperazione, per giungere alla vittoria definitiva della Pasqua.
      L’Ascensione, quindi, secondo il Vescovo di Roma in qualche modo “attrae anche noi verso la gloria celeste, dilatando ed elevando già in questa vita il nostro orizzonte e avvicinando sempre più il nostro modo di pensare, di sentire e di agire alla misura del cuore di Dio”.
      Così, con l’esempio della vita e degli insegnamenti di Gesù, e con il sostegno e la preghiera dei santi “della porta accanto” – quanti vivono ogni giorno praticamente secondo il Vangelo tracciando la via dell’ascesa – è possibile imparare “a salire giorno per giorno verso il Cielo”, accrescendo la “vita divina” ricevuta nel Battesimo e diffondendo nel mondo “frutti preziosi di comunione e di pace”.(LEONE XIV - ASCENSIONE )

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